Aspetti innovativi
 

INHABIT project

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Aspetti innovativi

In termini generali, il significato dell’idromorfologia nel supportare l’interpretazione dei dati relativi alle comunità biotiche e nel predisporre i PdG per gli ecosistemi acquatici europei è ormai riconosciuto ed è ribadito dalla WFD. In particolare, per quanto riguarda i fiumi, accanto alle condizioni morfologiche e alla continuità fluviale, la WFD indica il regime idrologico – e perciò i descrittori di habitat che ne derivano, identificati a scala di sito - come uno dei fattori chiave a supporto degli EQB nel processo di valutazione dello stato ecologico e nell’interpretazione dei pattern biologici. Inoltre, mentre gli aspetti legati alle condizioni di flusso sono indiscutibilmente rilevanti in tutti i sistemi fluviali, essi saranno cruciali nell’area mediterranea, caratterizzata da una forte stagionalità e.g. verificarsi di condizioni di piena estreme e di periodi di secca nello stesso sito.  
Perciò, l’applicazione di strumenti utili a quantificare le condizioni dell’habitat in termini, ad esempio, di carattere lentico-lotico dei fiumi sono importanti per aumentare la comprensione della variabilità delle metriche biologiche. Generalmente, un aumento delle condizioni lentiche è associato ad una diminuzione dei valori delle metriche biologiche normalmente utilizzate nei fiumi, e ciò può determinare una sottostima della qualità ecologica. Infatti, se la presenza di condizioni di habitat lentiche è dovuta a fenomeni naturali e.g. stagionalità o variabilità in un dato tipo fluviale, la classificazione dello stato ecologico che se ne ottiene può essere affetta da errore, se il metodo utilizzato non è adeguatamente calibrato. Dall’esperienza acquisita recentemente in Europa, va sottolineato che i metodi di monitoraggio attuali dovrebbero essere migliorati e dovrebbero prendere in considerazione le condizioni di habitat e idromorfologiche locali riscontrate nei siti. É perciò importante, soprattutto in area mediterranea, che tutti i principali fattori - incluso il carattere lentico-lotico dei siti fluviali - siano valutati e considerati durante la classificazione, la pianificazione dei PdG e la verifica dell’efficacia delle misure.
In INHABIT, gli aspetti idromorfologici e relativi all’habitat saranno trasferiti in ambito PdG, mediante la quantificazione della loro influenza sulle stime della qualità ecologica e sulla possibile inefficacia – reale o apparente - delle misure pianificate negli attuali Piani di Gestione, per alcuni tipi di corpo idrico italiani.

Per quanto riguarda i laghi, l’elevato numero di tipi lacustri presenti in Italia costituisce un problema per la classificazione e per la valutazione degli elementi di qualità, sia per quanto riguarda gli elementi biologici che le caratteristiche idromorfologiche. Inoltre, molti laghi - spesso creati da sbarramenti fluviali per la necessità di soddisfare simultaneamente i diversi usi delle risorse idriche, e.g. a scopo idroelettrico, agricolo e per il consumo umano - rientrano nella categoria dei Corpi Idrici Altamente Modificati. La valutazione della qualità dei laghi deve tenere in considerazione il tipo lacustre, gli usi, i potenziali impatti generati da tali usi e le pressioni idromorfologiche, tutti fattori che influenzano gli EQB e il raggiungimento dell’obiettivo di uno stato ecologico buono entro il 2015. Il modo migliore per realizzare questo obiettivo è definire Piani di Gestione adeguati, che tengano conto delle peculiarità di ogni tipo fluviale o lacustre e, più in generale, che considerino il continuum lago-fiume come un tutt’uno. Oggi, i metodi esistenti per valutare gli elementi di qualità biologica e idromorfologica nei laghi sono a diversi stadi di sviluppo. In INHABIT, i metodi disponibili in Italia per tutti gli EQB saranno standardizzati e brevemente confrontati con altri metodi europei. Inoltre, saranno valutate le criticità dell’applicazione del Lake Habitat Survey, un protocollo idromorfologico creato per i laghi britannici, nei laghi sud europei, al fine di contribuire a superare in grave ritardo dell’Italia rispetto a questo aspetto.
In termini più generali, un aspetto innovativo di INHABIT è che gli ecosistemi fluvili e lacustri di una determinata area geografica saranno studiati insieme e le informazioni ottenute saranno considerate congiuntamente al fine dei fututi aggiornamenti dei PdG. Le loro caratteristiche, per quanto riguarda gli aspetti considerati rilevanti dalla WFD, saranno quantificate e indirizzate alla valutazione della qualità, secondo le tecniche più recenti, che saranno validate nell’area sud europea. Infine, saranno realizzate azioni congiunte, che permetteranno alle autorità e agli altri soggetti interessati di proporre integrazioni ai PdG e, soprattutto, di aumentare la possibilità di risanare entro il 2015 i copri idrici attualmente non classificati in stato ecologico buono, secondo misure innovative basate sull’habitat.