INHABIT project

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Fiumi – Raccolta dati in campo

Fiumi – Campionamento macroinvertebrati

Il campionamento dei macroinvertebrati bentonici avviene secondo una tecnica multihabitat che prevede una raccolta proporzionale alla presenza percentuale dei diversi microhabitat presenti nel fiume. Ciascun campione è costituito da un numero definito di unità di campionamento (e.g. 10), che vengono raccolte in tutti i principali microhabitat presenti nel fiume.
I dettagli della tecnica utilizzata sono rinvenibili in questa sezione del sito o nel Notiziario IRSA Marzo 2007.
Alcuni specifici adattamenti sono stati introdotti per le sole finalità del progetto INHABIT nelle fasi di campionamento ed identificazione. Le peculiarità delle attività sperimentali relative alla fauna macrobentonica nell’ambito del progetto INHABIT sono le seguenti:

  • In tutte le stazioni campionate in  Sardegna, sono state raccolte 20 unità di campionamento, di cui 10 nell’area di riffle e 10 nell’area di pool, anziché le sole 10 unità in pool previste per il monitoraggio operativo nella Idroecoregione 21 (Sardegna).
  • In  Piemonte, per la maggior parte delle stazioni della Idroecoregione 01 (Alpi Occidentali) sono state raccolte 20 unità di campionamento ‘generico’, di cui 10 in area con prevalenti caratteristiche di riffle, e 10 con prevalenti caratteristiche di pool, anziché le sole 10 unità di campionamento ‘generico’ previste per il monitoraggio operativo. Analogamente, nella Idroecoregione 06 (Pianura Padana), nella maggior parte delle stazioni due campionamenti  ‘generici’ sono stati effettuate in due aree adiacenti, ciascuna costituita da 10 unità.
  • In tutte le stazioni investigate di entrambe le regioni, tutte le unità di campionamento raccolte sono state tenute separate. Per ogni stazione sono stati pertanto raccolte  10 o (prevalentemente) 20 unità di campionamento, ciascuna associata ad uno specifico microhabitat e caratterizzata da velocità di corrente, profondità dell’acqua e tipo di flusso.
  • L’identificazione è stata condotta in prima istanza a livello di famiglia, sebbene approfondimenti tassonomici siano stati condotti su alcuni taxa selezionati (e.g. Efemerotteri).

Fiumi – Misura della ritenzione dei nutrient

Gli esperimenti per la misura della ritenzione dei nutrienti nei fiumi sono stati condotti con un metodo che prevede l’aggiunta di una soluzione concentrata di NH4 e PO4 a velocità costante o “short-term nutrient addition” descritta in dettaglio nel Deliverable Pd4.

Criteri selezione tratti fluviali
La selezione dei tratti fluviali per l’aggiunta dei nutrienti ha seguito i seguenti criteri:

  • corsi d’acqua di ordine 1-3 , portata < 300 l/s, canale singolo;
  • tratti che coprono un gradiente di alterazione morfologica.

Caratterizzazione di habitat e chimico fisica
I tratti fluviali investigati sono caratterizzati dal punto di vista delle caratteristiche di habitat e delle condizioni chimico-fisiche attraverso:

  • misura della  portata (con velocimetro);
  • misura della larghezza e profondità dell’alveo bagnato;
  • registrazione del tipo di flusso e substrato;
  • analisi  chimico-fisiche (N-NO3, N-NH4, P-PO4, Cl, SO4, Ca, Mg, Na, K, temperatura, conducibilità);
  • caratterizzazione dell’iporreico (conducibilità e temperature dell’acqua superficiale e iporreica, misura del gradiente idraulico verticale);
  • applicazione del metodo CARAVAGGIO;
  • campionamento della fauna macrobentonica e delle diatomee (nella maggior parte dei tratti).

Esperimento di aggiunta dei nutrienti
L’esperimento è condotto su un tratto di corso d’acqua, generalmente di lunghezza pari a circa 100 m. I nutrienti, i.e. ammonio ed ortofosfato sotto forma rispettivamente di NH4Cl e Na(H2PO4)*H2O, sono aggiunti in contemporanea ad un elemento conservativo, i.e. cloruro (NaCl), utilizzato come tracciante per stimare l’eventuale effetto della diluizione lungo il tratto considerato e per fornire informazioni sulle caratteristiche idrologiche e idrauliche del tratto. Le variazioni del tracciante vengono registrate a valle del punto d’aggiunta, solitamente a circa 100 m, mediante l’utilizzo di un conduttimetro dotato di datalogger in grado di registrare misure di conducibilità ogni 5-10 secondi per tutta la durata dell’esperimento. Il tratto selezionato per l’aggiunta dei nutrienti è in parte sovrapposto al tratto in cui sono stati raccolti i campioni biologici o immediatamente contiguo. Durante ogni esperimento sono state rilevate alcune caratteristiche morfologiche e idrologiche utili per studiare i processi di ritenzione dei nutrienti. In particolare, ad ogni punto di campionamento, lungo il tratto studiato, è stata misurata la larghezza dell’alveo bagnato e asciutto e la profondità al centro, a destra e a sinistra. Sono state inoltre descritte alcune caratteristiche di habitat quali il tipo di substrato e di flusso, a destra, centro e sinistra, e presenza di mesohabitat riffle, pool o generico nel tratto.
In ogni punto di campionamento, dove il substrato lo consentiva, sono stati installati dei mini-piezometri per approfondire ulteriormente la caratterizzazione idrologica del sistema iporreico. In particolare sono state eseguite misure di conducibilità e temperatura dell’acqua superficiale e iporreica e la stima del gradiente verticale idraulico (VHG).

Aggiunta nutrienti

Schema operativo delle attività di campo per l’esperimento di aggiunta dei nutrienti
Galleria fotografica


Fiumi – Campionamento diatomee

Il metodo per il campionamento delle diatomee prevede la raccolta da substrati minerali. Il substrato ideale è costituito da ciottoli di dimensione compresa tra 6 e 20 cm lungo l’asse intermedio (mesolithal). Un numero variabile di ciottoli (3-6) è raccolto in un’area dell’alveo che possieda contemporaneamente le seguenti caratteristiche:

  • Localizzazione in area di riffle  (comunque in un’area con velocità di corrente apprezzabile, indicativamente superiore a 20 cm/sec).
  • Profondità dell’acqua sufficiente a ricoprire interamente il substrato, ma non troppo elevata al fine di garantire la raccolta nella zona eufotica.
  • Assenza di ombreggiatura fitta.
    I ciottoli sono raschiati con uno spazzolino da denti per una superficie complessiva di circa 100 cm2. Il materiale raccolto è sciacquato insieme allo spazzolino in una vaschetta e trasferito in un contenitore per la fissazione.
    Galleria fotografica

Fiumi – Raccolta informazioni di habitat e idromorfologia locale (RIS. I1 – CARA CAMPO)

Il rilevamento degli habitat e delle caratteristiche idromorfologiche locali è stato effettuato per mezzo del metodo CARAVAGGIO. Il rilevamento è effettuato su un tratto di 500m posizionato prevalentemente a monte del tratto  di raccolta del campione biologico.
Il metodo prevede la registrazione di  specifiche caratteristiche degli habitat fluviali e ripari lungo un tratto di 500 m lungo l’asse longitudinale del fiume. Sono considerati i seguenti compartimenti fluviali: alveo, sponde e aree perifluviali. Il metodo è diviso in due parti. La prima parte prevede che vengano rilevate caratteristiche di riva e alveo in 10 transetti (Spot-Checks, SC), posizionati ogni 50 m, mentre la seconda parte (sweep-up) prevede che vengano registrate determinate caratteristiche rilevate lungo l’intero tratto di 500 m.

La caratterizzazione del tratto può essere effettuata sia utilizzando le singole informazioni distinte, sia indicatori sintetici (descritti nel dettaglio nel deliverable Pd3) in grado di quantificare specifici aspetti dell’habitat fluviale:

  • HMS (Habitat Modification Score)
  • HQA (Habitat Quality Assessment)
  • LUIr (Land Use Index)
  • IQH (Indice di Qualità dell’Habitat, valore medio in EQR dei tra indici precedenti)
  • LRD (Lentic-lotic River Descriptor)


Un’importante attività del progetto INHABIT nell’ambito dello sviluppo del metodo CARAVAGGIO ha riguardato la definizione e la verifica dei limiti di classe per gli indici che concorrono alla definizione dell’IQH (Indice di Qualità dell’Habitat), nel DM 260/2010. Tali valori consentono di effettuare una classificazione del tratto investigato in accordo con i diversi aspetti dell’habitat. Le tabelle contenenti i limiti di classe sono riportate qui di seguito. Tali tabelle, sebbene già presenti nel deliverable Pd3, risultano aggiornate per il descrittore LUIr, in quanto nel corso di analisi successive alla realizzazione del deliverable si è ritenuto opportuno operare una correzione ai limiti di classe per gli stati buono ed inferiori relativamente a tale descrittore.

Tab. 1 – Descrittori statistici dell’indice HMS, da applicazioni di CARAVAGGIO (Siti di riferimento: n=87; siti non di riferimento: n= 273).


Sulla base dei dati riportati in Tabella 1 è stato possibile proporre un limite numerico sopra il quale un sito fluviale può essere considerato in stato elevato per l’indice HMS (Tabella 5.5), fissato pari al 90° percentile dei valori ottenuti nei siti di riferimento.

Tab. 2 - Definizione dello stato di qualità elevato secondo l’indice HMS, ai sensi della 2000/60/EC.



Tab. 3 - Classi di qualità secondo l’indice HMS, da utilizzare a fini interpretativi del dato biologico.




Tab. 4 - Definizione dello stato di qualità elevato secondo l’indice LUIr ai sensi della 2000/60/EC




Tab. 5 - Classi di qualità secondo l’indice LUIr, da utilizzare a fini interpretativi del dato biologico e ai sensi del 2000/60 EC per la differenziazione elevato non elevato.




Tab. 6 (a-e) - Definizione dello stato di qualità elevato secondo l’indice HQA, ai sensi della 2000/60/EC e divisione in cinque classi di qualità.













Tab. 6 (f) - Definizione generale, per i fiumi non inclusi nelle precedenti tabelle, dello stato di qualità elevato secondo l’indice HQA, ai sensi della 2000/60/EC e divisione in cinque classi di qualità (mediana HQA ref 57)




Tab. 7a - Stato di qualità dell’habitat per i corsi d’acqua temporanei e per i corsi d’acqua di pianura piccoli e molto piccoli.



Tab. 7b - Stato di qualità dell’habitat per tutti i rimanenti tipi fluviali.



Tab. 8 - Classificazione dello stato idromorfologico complessivo qualora sia valutata l’informazione relativa all’habitat.




Una sintetica descrizione del metodo CARAVAGGIO e degli indici derivati è disponibile qui.
Sono inoltre disponibili le schede di campo con la relativa chiave interpretativa e, a breve, la guida al rilevamento e alla descrizione degli habitat fluviali (Manuale del metodo CARAVAGGIO).