INHABIT project

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Il progetto INHABIT Carattere dimostrativo

Carattere dimostrativo

Uno degli obiettivi principali di INHABIT è il trasferimento a scala dimostrativa degli approcci innovativi, basati sull’uso delle informazioni idromorfologiche a scala di habitat, per integrare gli attuali e i futuri PdG. Il progetto interesserà due aree per quanto riguarda l’analisi di dettaglio dei relativi PdG, la raccolta e integrazione delle informazioni e la proposta di nuove opzioni di gestione. Queste aree comprenderanno 4 tipi fluviali, laghi naturali e invasi. Inoltre, azioni dimostrative saranno realizzate in altre aree italiane, dove gli approcci usati saranno supportati da esempi relativi alle aree di studio e applicati a differenti contesti ambientali per una verifica. Ciò assicurerà che le opzioni definite e l’ambito ambientale considerato siano estesi ad un contesto più ampio.

Nei siti in esame, informazioni sugli EQB, sulla chimica e sull’idromorfologia saranno raccolte per i laghi e per i fiumi. Tali dati saranno ottenuti applicando i metodi più recenti - sviluppati e validati negli ultimi anni da istituzioni scientifiche coinvolte nel progetto ai fini dell’implementazione della Direttiva - per la raccolte degli organismi, delle informazioni di habitat e per la caratterizzazione delle condizioni dei nutrienti. Alcuni di tali metodi e approcci non sono ancora applicati routinariamente su vasta scala, a causa di svariate ragioni, ma soprattutto per la scarsità delle risorse investite in Italia e per il debole coordinamento a livello nazionale nel primo quinquennio dall’entrata in vigore della WFD. In INHABIT, l’urgenza di trasferire i nuovi approcci tecnico-scientifici e i metodi conformi alle richieste della WFD sarà soddisfatta. In alcuni casi, ad esempio per l’idromorfologia dei laghi, il carattere dimostrativo del progetto offrirà un approccio totalmente nuovo per l’Italia. Tuttavia, l’unica garanzia che le azioni sopra descritte possano avere buon esito, è il coinvolgimento diretto delle istituzioni formalmente preposte a monitoraggio, classificazione e gestione dei bacini fluviali. Il consorzio del progetto è stato perciò costruito considerando questo aspetto, mediante una selezione dei partner che possa contribuire direttamente alla soluzione concreta dei problemi relativi ai temi affrontati.

L’Italia copre geograficamente un vasto ambito di condizioni ambientali. Il territorio si estende infatti dalle Alpi alle due più grandi isole mediterranee. Di conseguenza, emergono problemi rilevanti nell’affrontare in modo confrontabile lo studio e la gestione delle risorse naturali, inclusi laghi e  fiumi, e i relativi risvolti socio-economici. INHABIT vede coinvolti istituzioni e territori molto diversi tra loro e, nonostante ciò, compresi in un insieme di regole, linee guida e vincoli storici che accomunano tutti i territori italiani; il progetto rappresenterà uno sforzo comune per aggiornare i PdG di diverse aree secondo una visione comune di implementazione della WFD. Tale sforzo sarà volto principalmente all’individuazione di soluzioni alternative e innovative, sperimentate in aree complesse quali quella mediterranea e le Alpi.
Per quanto riguarda la classificazione dello stato ecologico, molti Paesi europei hanno iniziato processi di revisione e adattamento dei loro sistemi di valutazione, in modo che la stima della qualità sia effettuata secondo la nuova Direttiva Quadro. In uno scenario complessivo piuttosto complesso, l’incertezza nella valutazione biologica gioca un ruolo rilevante, in quanto porta ad una possibile allocazione sbilanciata delle risorse ambientali ed economiche. Per questa ragione, tutte le azioni volte alla quantificazione dell’influenza dei fattori naturali sulla valutazione della qualità possono avere un impatto rilevante sulla gestione e sulla pianificazione de monitoraggio. In tale contesto, la WFD riconosce la priorità di considerare le informazioni idromorfologiche sia nella selezione dei siti naturali o semi naturali (ossia dei “siti di riferimento” secondo la WFD), sia come supporto all’interpretazione delle informazioni biologiche nei processi di classificazione della qualità e di definizione delle misure di miglioramento.
INHABIT affronterà due aspetti essenziali per l’efficace implementazione della Direttiva in Italia, che rappresentano un contributo fortemente innovativo: a) la stima dell’incertezza associata all’attribuzione dello stato ecologico e alla variabilità naturale, al momento totalmente assente nello scenario italiano; b) le informazioni idromorfologiche saranno messe direttamente in relazione allo stato ecologico e alla risposta biologica alle pressioni, aspetti estremamente importanti per interpretare correttamente i risultati dei piani di monitoraggio presenti, futuri e passati.