INHABIT project

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Home Temi e risultati Misure innovative (I3) Risultati laghi - gruppo azioni I3

Risultati in ambito lacustre delle azioni del gruppo I3

Laghi – Relazioni tra caratteristiche idromorfologiche e biocenosi

Si sono applicati i protocolli nazionali di campionamento per quanto riguarda i quattro parametri di qualità (fitoplancton, macrofite, macroinvertebrati e pesci), e il metodo Lake Habitat Survey (LHS) per la raccolta di informazioni idromorfologiche e di habitat. Si sono quindi effettuate analisi statistiche specifiche tra tutti i dati raccolti ed in particolare tra quelli biologici e quelli idromorfologici. In sintesi le analisi effettuate sono state:  

  • l’Analisi Canonica della Correlazione (CCA);
  • l’Analisi della Ridondanza (RDA);
  • il test di Montecarlo per verificare la significatività tra i parametri

I parametri idromorfologici presi in considerazione e alcune caratteristiche delle biocenosi considerate sono sintetizzati nei punti seguenti:

  • l’indice BQIES per valutare se le pressioni antropiche presenti lungo la costa potessero influenzare la comunità bentonica. Le analisi sono state fatte correlando sia i dati biologici, utilizzando le abbondanze relative superiori all’1%, che dati chimici (TP, TN, alcalinità e % saturazione ossigeno);
  • il numero di specie catturate con reti multi-maglia;
  • il numero di specie catturate mediante elettropesca;
  • l’abbondanza d’individui, peso totale, medio e lunghezza media del catturato con reti;
  • l’abbondanza d’individui, peso totale, medio e lunghezza media del catturato mediante elettropesca;
  • le abbondanze relative delle specie macrofitiche, espresse in percentuale.

Secondo quanto emerso dalle analisi statistiche effettuate le pressioni antropiche lungo la costa non influenzano particolarmente le comunità a macroinvertebrati; la fauna e le stazioni si distinguono bene in 3 gruppi principali che seguono le modifiche apportate alla zona litorale e la stagionalità. Esistono comunque correlazioni tra l’indice BQIES (relativo alla qualità della fauna macrobentonica) e le variabili idromorfologiche analizzate anche se, da un  punto di vista statistico non ci sono risultati significativi. Per comprendere meglio la qualità del corpo idrico sarebbe opportuno ampliare il campionamento nella fascia litorale, evitando i punti nei pressi di corsi d’acqua immissari. Per quanto riguarda la fauna ittica sembra che, nel complesso, abbia correlazioni più importanti con le variabili chimico-fisiche rispetto a quelle idromorfologiche anche se il parametro relativo all’abbondanza degli individui sembra maggiormente correlato con le caratteristiche morfologiche della zona litorale; inoltre, il numero di pesci si è valutato essere più rappresentativo delle condizioni idromorfologiche rispetto alle specie. Per quanto riguarda le macrofite, la loro composizione in specie risulta correlata alla natura del substrato lacustre, dell’uso del suolo della sponda e di quello di tutta l’area circostante il lago.
La descrizione nel dettaglio delle analisi effettuate e l’approfondimento dei risultati raggiunti si trovano all’interno del deliverable I3d1: LAGHI.


Laghi – Variabilità locale e proposte di misure efficaci per il ripristino della qualità ecologica

Per quanto riguarda i metodi di campionamento e raccolta dati utilizzati, è possibile concludere che il metodo LHS fornisce informazioni sintetiche sulla qualità degli habitat e sulle alterazioni idromorfologiche di un lago e può essere utilizzato per una definizione delle pressioni presenti nella zona riparia e litorale, nonché per l’identificazione e la protezione di particolari habitat rilevati durante l’applicazione. Può anche fornire informazioni utili per la definizione e la realizzazione di azioni efficaci di mitigazione e ripristino della qualità ecologica, in particolare se associato alla raccolta di informazioni biologiche. In questo contesto sarebbe opportuno considerare l’applicazione del LHS al fine di disporre di elementi integrativi utili ad una migliore comprensione dello stato ecologico per la predisposizione dei Piani di Gestione. Inoltre è emerso che i metodi biologici sviluppati risultano più sensibili alla trofia che non all’idromorfologia e che sarebbe utile e necessario approfondire questo aspetto, cercando di migliorare la loro risposta alle alterazioni idromorfologiche.
Per quanto riguarda le misure innovative da identificare e realizzare, è emerso che le pressioni sulla zona litorale sono, per quasi tutte le biocenosi, di fondamentale importanza nella determinazione di impatti e di diminuzione della qualità ecologica, e che la preservazione degli habitat e la loro diversificazione è di fondamentale importanza per il sostenimento dei servizi ecosistemici e di una elevata biodiversità. Inoltre le azioni di miglioramento rispetto alla diminuzione di carichi diffusi provenienti dai bacini imbriferi, di natura agricola, sono particolarmente importanti non solo per il miglioramento della qualità ecologica legata direttamente all’uso del suolo, ma anche di quella legate agli effetti del cambiamento climatico, soprattutto in piccoli bacini lacustri. In conclusione si può dire che il modo migliore per colmare le lacune ancora oggi presenti, soprattutto per quanto riguarda i laghi, è quello di:

  • effettuare tutte le campagne di monitoraggio previste dalla normativa, per tutti i parametri di qualità;
  • raccogliere informazioni contemporaneamente anche per i parametri chimico-fisici e idromorfologici;
  • approfondire le relazioni tra le pressioni (chimiche e idromorfologiche) e gli impatti (sulle biocenosi), siano esse ripariali o litorali, puntuali o distribuite, o globali.

Maggiori approfondimenti sulla classificazione dello stato ecologico, sulla variabilità locale degli habitat e sulla proposta di nuove misure utili a ripristinare la qualità ecologica degli ambienti lacustri si trovano all’interno del deliverable I3d2.
Inoltre i risultati del progetto INHABIT possono essere usati come una base ed un esempio per migliorare la conoscenza degli altri corpi idrici lacustri e la qualità complessiva dei Piani di Bacino.
Indicazioni sulle modalità di implementazione delle nuove misure per favorire il raggiungimento dello stato ecologico buono nel 2015 si possono trovare anche all’interno del deliverable I3d4_IT