INHABIT project

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Possibilità di upscaling per le caratteristiche idromorfologiche

I Piani di Gestione dei bacini idrografici (PdG) costituiscono lo strumento amministrativo per il raggiungimento degli obiettivi della direttiva 2000/60/EC. Sulla base delle pressioni e della valutazione delle condizioni idromorfologiche dei corpi idrici, in essi vengono stilate le liste delle misure necessarie e degli eventuali interventi di ripristino. I PdG sono necessariamente impostati su scala di corpo idrico e bacino idrografico, sia per l'acquisizione delle valutazioni, sia per la definizione delle misure. L'interfaccia tra le comunità biotiche, la cui qualità esprime la qualità degli ecosistemi fluviali obiettivo primario della direttiva, e il sistema fiume è però composta dalle caratteristiche morfologiche e idrologiche che costituiscono e influenzano gli habitat fluviali acquatici e ripari. Per tale motivo la conoscenza delle condizioni idromorfologiche a scala locale fornisce le informazioni più idonee a comprendere le alterazioni correlate alla qualità delle biocenosi fluviali e a verificarne le misure. Si rende quindi necessario costruire una modalità di trasferimento di informazioni elaborate da una scala spaziale all'altra, sia per ottimizzare le risorse impiegate, ma soprattutto per creare quel percorso di analisi integrata tra le procedure che permetta ai gestori di applicare misure da cui possano trarre beneficio sia il sistema fiume nel suo complesso che gli ecosistemi fluviali e le biocenosi che lo abitano.

Nel corso dell’attività I3 e specificamente nell’ambito del Deliverable I3d2 è stato affrontato il problema del trasferimento di dati e informazioni tra scale diverse, grazie principalmente all'applicazione di modelli di analisi territoriale che potessero sfruttare i dati idromorfologici di dettaglio del CARAVAGGIO, raccolti a scala locale di tratto, per verificare e validare le valutazioni effettuate a grande scala sui bacini idrografici. Tale attività è stata effettuata correlando le informazioni modellizzate con le comparabili informazioni rilevate in campo tramite il metodo CARAVAGGIO, considerando in particolare i dati sulla vegetazione riparia e sull'erosione delle sponde.

Di contro, il confronto impostato tra i metodi di valutazione a scala ampia e il CARAVAGGIO ha permesso di verificare in prima battuta le potenzialità di trasferimento diretto di informazioni dal CARAVAGGIO verso le scale maggiori (up-scaling). Al di là degli elementi che non possono essere pienamente colti a causa della scala di osservazione delimitata nel tempo e nello spazio, o degli elementi che non vengono registrati perché non previsti dal metodo, i reali limiti di un possibile up-scaling risiedono nella scelta della localizzazione dei tratti su cui applicare il CARAVAGGIO quando non sia realisticamente possibile raccogliere dati sull'intero corso d'acqua. La rappresentatività del tratto, o dei tratti, che si deve tradurre in espressione delle condizioni morfologiche e delle fonti di alterazione prevalenti, diventa pertanto la chiave dell'affidabilità della procedura di up-scaling. Qualora il tratto fosse scelto per scopi diversi dalla rappresentatività, emergerebbero le discrepanze più significative e un eventuale up-scaling potrebbe risultare fuorviante. Gli stessi criteri che rendono efficiente e proficuo il metodo, ovvero la capacità di registrare un elevato numero di informazioni di dettaglio e soprattutto reali, possono costituirne anche il limite laddove esistano peculiarità e disomogeneità locali che, per quanto interessanti, potrebbero descrivere solo una porzione anomala del sistema fluviale da inquadrare. Le anomalie devono necessariamente pesare in proporzione sulle considerazioni di scala superiore, una volta ricondotte ad essa; d'altro canto, tali circostanze, soprattutto se risaltassero in positivo, potrebbero al contempo rappresentare particolari condizioni idromorfologiche e di habitat che valga la pena non trascurare nella gestione di quel corpo idrico, proprio in virtù della loro singolarità (e.g. una porzione di fiume che presenta una buona diversificazione di habitat rispetto ad un contesto altrimenti degradato). Ne consegue che la procedura di up-scaling non dovrebbe essere a discapito della perdita di informazioni, ma piuttosto finalizzata al suo arricchimento oltre che alla validazione di analisi a grande scala.