INHABIT project

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Temi e risultati Classificazione e incertezza (D1) Risultati laghi - gruppo azioni D1

Risultati in ambito lacustre delle azioni del gruppo D1

Laghi – Modellizzazione delle condizioni di riferimento

Le linee guida per la valutazione delle condizioni di riferimento dei corpi idrici indicano che quando vi sono pochi corpi idrici, per lo più impattati dall’attività umana, come nel caso dei laghi italiani, non è opportuno utilizzare l’approccio spaziale per la stima delle condizioni di riferimento, ma è preferibile un approccio modellistico. Tuttavia il gruppo di lavoro europeo ECOSTAT ha utilizzato l’approccio spaziale per la definizione delle condizioni di riferimento dei laghi, e tali valori sono stati recepiti dalla legislazione italiana.
Nel progetto INHABIT abbiamo pertanto utilizzato due semplici modelli statistici per valutare il livello di riferimento di fosforo in tutti i laghi naturali italiani di rilevante importanza. Da questo, attraverso opportune equazioni di regressione, abbiamo poi calcolato le condizioni di riferimento per la concentrazione di clorofilla e per gli indici fitoplantonici.
Questo esercizio ha mostrato che, almeno per il caso del fitoplancton, l’approccio spaziale utilizzato nel gruppo di lavoro ECOSTAT e nella stesura del D.M. 260/2010 può essere considerato corretto.
Tuttavia, i nostri risultati consigliano di utilizzare l’indice PTIot per tutti i laghi italiani, scoraggiando l’uso dell’indice PTIspecies per i grandi laghi profondi.
Inoltre, nel caso dei laghi mediterranei poco profondi dei tipi ME-1 e ME-2 riteniamo opportuno verificare le condizioni di riferimento caso per caso, utilizzando modelli più complessi o tecniche paleolimnologiche, per evitare di porre obiettivi di risanamento troppo stringenti.
Infine, per gli altri elementi di qualità biologica, non essendovi una relazione semplice e diretta tra i valori degli indici e le concentrazioni di fosforo, non è possibile utilizzare questi modelli per la validazione delle condizioni di riferimento.
Questi risultati sono presentati in dettaglio nel deliverable D1d3.


Laghi – Variabilità naturale delle condizioni di riferimento

La WFD richiede che accanto alla classificazione qualitativa dei corpi idrici venga fornita una stima della precisione e dell’attendibilità dei risultati. La variabilità temporale delle condizioni di riferimento è stata valutata confrontando la variabilità temporale su scala pluridecadale ricavata da dati di monitoraggio, con le inferenze paleolimnologiche ottenute attraverso l’analisi di carote di sedimento. La variabilità spaziale all’interno del singolo corpo idrico è stata esaminata in dettaglio nel caso della fauna ittica, la componente biologica che è maggiormente sensibile alla presenza di habitat differenziati all’interno del lago.
Per quanto riguarda la variabilità temporale delle condizioni di riferimento, si è notata una forte sensibilità degli indici fitoplanctonici alle condizioni meteoclimatiche, che può essere controllata ad esempio attraverso l’attivazione di una “rete nucleo” di monitoraggio continuo dei siti di riferimento, da utilizzare per correggere i valori degli indici biologici, al fine di evitare che fluttuazioni naturali della trofia, legate alla variabilità meteorologica interannuale, comportino delle oscillazioni nella classificazione qualitativa dei corpi idrici lacustri.
L’indice macrofitico, invece, sembra meno sensibile alle variazioni trofiche, ma i limiti di classe intercalibrati appaiono troppo restrittivi e si suggerisce che la valutazione di qualità basata sulle macrofite sia integrata da un indice diatomico che permetta di valutare congiuntamente i due aspetti dell’elemento di qualità “macrofite e macrobenthos” previsto dall’Allegato 5 della Direttiva Quadro sulle Acque.
Per quanto riguarda la fauna ittica, si sono confrontati i risultati ottenuti nella classificazione utilizzando solo i campioni litorali (elettropesca) e pelagici (reti), rilevando che la variabilità spaziale del campionamento incide in misura differente sulla classificazione di stato ecologico in relazione alla tipologia di lago considerato.
Questi risultati sono presentati in dettaglio nel deliverable D1d4.