INHABIT project

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Home Temi e risultati Misure innovative (I3) Carattere lentico-lotico e classificazione

Fiumi – Implicazioni del carattere lentico-lotico sulla classificazione dello stato ecologico

Carattere lentico-lotico e stato ecologico
Fino a pochi anni fa, nel contesto europeo, si sono riscontrate notevoli difficoltà nel sintetizzare in modo relativamente semplice gli aspetti di habitat legati direttamente alla “disponibilità d’acqua” in un determinato tratto fluviale. Il descrittore LRD (Lentic-lotic River Descriptor), recentemente messo a punto, consente di caratterizzare un tratto fluviale in termini di carattere lentico-lotico, cioè della proporzione tra habitat lentici e habitat lotici in un determinato tratto fluviale. Tra le caratteristiche di habitat, tale proporzione è risultata essere una delle più importanti nel determinare la struttura delle comunità degli invertebrati acquatici in ambiente mediterraneo. L’LRD è funzione della conformazione morfologica del tratto considerato, del trasporto e deposito dei sedimenti fluviali e del livello dell’acqua; per il suo calcolo vengono utilizzate informazioni relative alla presenza e alla varietà dei tipi di flusso, di substrato, di vegetazione presente in alveo, di barre, di strutture artificiali, etc.

STAR_ICMi poolINHABIT ha consentito di verificare come una quota rilevante di variabilità osservata nei siti di riferimento, o comunque in tratti fluviali non significativamente alterati, sia associata a fattori di habitat, in particolare relativi al carattere lentico-lotico (così come quantificato dall’LRD) per il quale si è confermato il ruolo determinante nello strutturare le comunità degli invertebrati acquatici. INHABIT ha definito un modello generale che mette in relazione la variabilità dello STAR_ICMi e delle sue metriche componenti (in uso nel metodo di valutazione dello stato ecologico dei corsi d’acqua sulla base degli invertebrati) con il carattere lentico-lotico. Considerando tratti fluviali non affetti da inquinamento dell’acqua né da rilevanti alterazioni idromorfologiche e di uso del territorio, la relazione tra STAR_ICMi e LRD - approssimativamente a campana - risulta significativa, con i valori massimi di STAR_ICMi ottenuti in corrispondenza di valori intermedi di LRD (i.e. né troppo lotici né troppo lentici). In generale, i modelli derivati indicano che i valori delle metriche biologiche sono negativamente influenzati da valori di LRD molto lotici o molto lentici e raggiungono invece valori ottimali per valori intermedi di LRD. L’accuratezza complessiva dei metodi di classificazione in uso può quindi essere scarsa in condizioni lentico-lotiche lontane dalla neutralità. Con valori di LRD superiori a 50-60, tratti fluviali che non presentano significative alterazioni antropiche potrebbero essere erroneamente classificati in stato buono o, addirittura, moderato. La medesima sottostima dello stato ecologico potrebbe avvenire con valori di LRD < -20. In condizioni molto lotiche o molto lentiche, ove sia verificata l’assenza di prelievi idrici significativi, è quindi necessario prevedere degli “affinamenti” ai valori attesi in condizioni di riferimento per lo STAR_ICMi e le sue metriche componenti. Partendo dal tipo fluviale di appartenenza (e.g. per l’uso di appropriati limiti di classe e per il valore “ottimale” della metrica), sarà utile operare un affinamento sito-specifico, sulla base del carattere lentico-lotico osservato nel tratto fluviale al momento del campionamento per la definizione dello stato ecologico.

Ciò può facilmente essere effettuato qualora si disponga della quantificazione del carattere lentico-lotico del tratto fluviale campionato, al momento (o in periodi simili) del prelievo biologico. L’informazione necessaria può essere facilmente ottenuta mediante l’applicazione del protocollo CARAVAGGIO i.e. circa 3 ore complessive di lavoro, tra rilievo in campo, archiviazione dati e calcolo descrittori. I dati raccolti consentiranno la stima di un fattore correttivo delle condizioni di riferimento tabellari, in termini di maggiore accuratezza e quindi in linea con le richieste della WFD. L’applicazione di questo fattore correttivo appare fondamentale in area mediterranea, per limitare la sottostima dello stato ecologico in periodi naturalmente caratterizzati da scarsità idrica.

Relazione LRD- portata e definizione dei valori di riferimento in area mediterranea in funzione del carattere lentico-lotico

Insieme alla generale definizione del modello di risposta tra carattere lentico-lotico e metriche indicatrici dello stato ecologico, il progetto INHABIT ha fornito esempi dei valori di riferimento effettivamente riscontrabili in funzione di valori di LRD stimati sulla base delle portate attese in corpi idrici scelti a titolo esemplificativo. Tale attività è stata condotta su un’area test mediterranea (Sardegna).
Lo studio ha considerato due fasi. Nel corso della prima fase è stato definito un modello di regressione che potesse consentire di derivare il valore di LRD in un tratto fluviale a partire dai dati di portata. Il modello, ottenuto mediante una regressione multipla e risultato altamente significativo, ha portato all’inclusione delle seguenti variabili: LnQ (logaritmo naturale della portata), Substrato (valore medio del substrato, convertito in codice numerico), HQA e  TchWidth (larghezza totale dell’alveo). Nella seconda fase è stato calcolato il valore di STAR_ICMi atteso per determinate condizioni di carattere lentico-lotico. Dai valori di LRD modellizzati, ricavati sulla base di una cospicua serie storica (1922-1992) sono stati ricavati i valori di STAR_ICMi attesi, in funzione dei rispettivi valori di LRD. Tale attività ha consentito di evidenziare con chiarezza come in tutti i corpi idrici considerati, in tutti gli anni, si siano verificate condizioni di portata in grado di determinare valori di LRD non ottimali per le biocenosi bentoniche e sono quindi necessari correzioni per i valori di riferimento attesi.
INHABIT ha consentito di evidenziare che gli effetti di una scarsa accuratezza sulla classificazione, ovverossia effettuare la classificazione senza utilizzare il correttivo sito-specifico ai valori tabellari per il tipo, si possono manifestare orientativamente per il ≈ 30% dei corpi idrici in area mediterranea, per i quali la qualità ecologica sarà quindi sottostimata. L’approccio definito in INHABIT consente di fatto, in molti casi, di individuare e ridurre in modo importante il manifestarsi di “falsi positivi”; ciò, ad esempio, nel caso relativamente frequente in cui l’analisi di rischio non evidenzi pressioni rilevanti sul corpo idrico mentre il giudizio biologico indica deviazioni evidenti dall’atteso per le biocenosi acquatiche.

Il dettaglio dei risultati ottenuti in questa attività sono presentati nei Deliverable I3d1 (contributi I3d1.2, I3d1.3 e I3d1.4) e riassunti nel Deliverable I3d4_IT.